MA-TEO

europeo brown spotted tabby con bianco

detto GRISU, GRABBER, QUASI, GODZILLA....

 

Innanzitutto il nome, e scusate se è poco. ;-)

“Teo”, il nome di battesimo, perché era semplice, immediato, simpatico…

“Ma” perché a furia di urlargli “ma Teo!” ogni volta che combinava qualcosa le due parole si sono conglobate fino a divenire un tuttuno inscindibile.

Teo, Matteo, Mathew sono alcuni dei nomi cui risponde, ma la sua perspicacia è talmente affinata, che risponde - sovente con un “cra” (a proposito, lui non miagola, gracchia) - a tutta una serie di nomignoli:…. “Grabber” - perché ha la mania di acchiapparci quando gli passiamo davanti, incurante se indossiamo jeans, pantaloncini corti o collant - “Quasi” - diminutivo di Quasimodo, per la gobba che si porta dietro ogni volta che cammina - “Godzilla” e “Grisu” - poiché quella gobba è invariabilmente arricchita da una cresta di peli irti sul dorso, proprio come le squame della famosa lucertolona e dell’amato draghetto -. Ultimamente si è guadagnato anche “Sharky”, per la sua incredibile costanza - propria dello squalo che gira attorno alla zattera dei naufraghi - che mette nell’insistente tentativo di saltarci in braccio quando siamo seduti, non smette un attimo di girarti intorno con la coda diritta sperando in un istante di disattenzione.

Il balzo felino di Ma-Teo è tutto un dire, a parte che è paurosamente instabile, pasticcione e non ha proprio il senso dell’equilibrio, e spesso e volentieri si artiglia alle tue gambe per evitare rovinose cadute, con le conseguenze che potete immaginare.

Il passatempo preferito di Ma-Teo è dormire sulle tue ginocchia, farsi fare un’infinto grattino sotto il mento coordinato ad arte da mirabili fusa (ronron - si che bello -…ronronron - si ancora - …ronronronron -non smettere vado in visibilio-), altra cosa che sa fare in modo speciale è sbadigliare. E qui, le parole non bastano per descrivere il piacere, l’impegno, la dedizione assoluta che mette in questo atto, vi basti pensare che quando inizia lui a sbadigliare, siamo tutti condannati ad imitarlo.

Ma-Teo non è solo un pagliaccio strappasorrisi, è anche un furbissimo calcolatore (ha succhiato latte di volpe!), quando deve rubare la pappa agli altri (della serie mangio nella mia ciotola ma aspetta che mi butto avanti prendendo a piene mani dalle ciotole di quello che mi sta a fianco), quando deve entrare in una stanza dove sa che non può entrare (della serie ti passo davanti e faccio finta di andarmene per i fatti miei, e quando ti volti per entrare ti frego passandoti in mezzo alle gambe), e quando deve trovare un posto caldo dove accoccolarsi (della serie appena ti alzi dalla sedia ti frego il posto).

Fondamentalmente, anche se ama fare il bullo e lo spavaldo, Ma-Teo è un fifone, e assistere ai suoi famosissimi attacchi di panico è qualcosa di impagabile. Una volta ne fu colto mentre si trovava dal veterinario per un’iniezione. Immaginatevi un gatto di sette chili di pancia, non proprio felino in quanto a movimenti, ma piuttosto orso, che scatta come una molla su quattro zampe, che si mette a sfrecciarvi attorno con gli occhi fuori dalla testa aggrappandosi ad ogni tipo di oggetto, la cui immancabile caduta sul pavimento aumenta a dismisura l’ondata di panico, fino a portarlo sui mobili, sul davanzale, sulle tende fino ad arrampicarsi sulle vetrine e sui muri… immaginate cosa lascia dietro di sé una simile calamità (strumenti per terra, piante distrutte, fogli al vento)… e se poi… per diana, non ha neanche il coppino per afferrarlo… diventi spettatrice di due dottoresse che si sbellicano dalle risa, impossibilitate ad acciuffarlo, in mezzo a uno studio devastato.

Ma come si fa a prendersela con Ma-Teo?

 


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&   company.....

 

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